Se chiedi a qualcuno qual è la prima registrazione sonora della storia, la risposta più comune sarà "Mary had a little lamb", la frase pronunciata da Thomas Edison nel 1877 sul suo fonografo. È una risposta sbagliata, ed è affascinante scoprire di quanto.
Diciassette anni prima di Edison
Nel 1860, a Parigi, l'inventore francese Édouard-Léon Scott de Martinville registrò una manciata di secondi del canto popolare "Au clair de la lune" su un apparecchio da lui stesso ideato, il fonautografo. Gli storici dell'audio la considerano oggi la più antica registrazione riconoscibile di una voce umana mai recuperata. Eppure per quasi centocinquant'anni nessuno riuscì mai ad ascoltarla davvero.
Un suono pensato solo per essere visto
Il fonautografo di Scott non era stato progettato per riprodurre l'audio, ma solo per visualizzarlo: un ago vibrava seguendo le onde sonore e incideva un tracciato su un foglio di carta annerito dal fumo di una lampada a olio. L'obiettivo dell'inventore, in un certo senso, era più vicino alla scrittura che alla musica: voleva trasformare il suono in un testo grafico da leggere con gli occhi, non da riascoltare con le orecchie.
Riportato in vita dagli scienziati nel 2008
Per far rivivere quella voce, un gruppo di storici dell'audio ha scansionato ad altissima risoluzione i fogli originali di Scott e li ha elaborati con un software capace di simulare una puntina virtuale che ripercorreva le tracce sonore. Il risultato, svelato nel 2008, è un gracchiare acuto e spettrale di circa dieci secondi, in cui si distingue una voce femminile intonare le prime parole della filastrocca francese, anche se il testo esatto è rimasto per anni oggetto di discussione tra gli studiosi.
Curiosità in più: Scott morì nel 1879, convinto che il suo fonautografo fosse stato superato e dimenticato dal fonografo di Edison. Non seppe mai che, oltre un secolo dopo, la sua voce sarebbe davvero tornata udibile.